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L'orrore dell'uomo contro l'uomo. 19 anni fa il massacro di Srebrenica.


Il tempo passa ma il ricordo rimane. Le atrocità di una guerra senza alcuna spiegazione ritornano alla mente in occasione del triste anniversario. Sono passati 19 anni dal massacro di Srebrenica.

Una guerra nel cuore dell’Europa, quella stessa Europa che dopo il Secondo confitto mondiale sembrava aver costruito un continente di pace e di tranquillità. Eppure è accaduto, nella regione balcanica; sono trascorsi 19 anni. Ora che il tempo ha parzialmente lenito le ferite squarciate dalla violenza dell’uomo contro l’uomo, si apre un nuovo capitolo che prova a sorprendere coloro che la guerra dei Balcani neppure l’hanno mai considerata. la storia ritorna in scena presso il tribunale dell’Aia. Al via il processo contro i caschi blu olandesi, in forze alle Nazioni Unite all’epoca dei fatti cruenti di Srebrenica. Caschi blu accusati di non aver impedito ai serbo-bosniaci di massacrare ottomila uomini e ragazzi musulmani dell’enclave nel 1995. Determinate, combattive, coraggiose. Sono le madri e le vedove di allora che ora tornano alla carica. Ma la storia la fanno gli uomini, nel bene e nel male. Finora lo Stato olandese è stato condannato solo per non aver garantito la protezione di tre bosniaci che avevano chiesto di entrare nella base Onu. Negata e respinta da 19 anni una responsabilità ampiamente riconosciuta dagli osservatori internazionali e dai serbo-bosniaci. Giustizia, verità. La voce si alza possente nel chiedere che venga fatta luce su cosa accadde in quei maledetti giorni. Giustizia è quello che chiedono le madri di Srebrenica. La cercano nei tribunali olandesi dal 2007. “Pensiamo che dovrebbe essere costituito un fondo, fa presente una delle promotrici del gruppo “Madri di Srebrenica”, proprio come con gli ebrei nella Seconda guerra mondiale. I soldi non ci ridaranno i nostri figli ma qualcuno deve pagare per le nostre sofferenze, per il nostro dolore, per questa lunga attesa. Siamo qui nei Paesi Bassi per raccontare cos‘è veramente accaduto sotto la loro protezione, la loro bandiera. Ma loro continuano a restare in silenzio”. Per una volta, non il silenzio degli innocenti, ma forse il silenzio colpevole di chi sa che ha commesso un crimine atroce. Intanto oggi, ricordiamo tutti quanto l’uomo può essere feroce verso l’uomo. Perché i fatti di Srebrenica non accadano mai più.


Note: di Lorenzo Peluso.

Pubblicato il 11-07-2014, letto 110 volte

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