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Padula ed il senso della politica oggi. Tra Machiavelli ed il manuale Cencelli


Il senso della politica oggi? Cos’è credere ancora in valori quali la coerenza; la lealtà, l’appartenenza? Cos’è oggi amministrare un comune, credere in un progetto condiviso e poi magari pensare di voler cambiare tutto candidandosi in una lista avversaria alla stessa amministrazione? Insomma quanta confusione.

Quanta inconsistenza in una classe politica, chiamiamola così, che ha perso il senso dell’orientamento. Magari poi vien da chiederci come mai la gente è disamorata dalla politica. In realtà tutto questo è tutto davvero; certo tranne politica. Alcuni la definiscono “inciucio”. Altri trasformismo. Io credo più semplicemente “il nulla che annulla”. Manca dunque meno di un mese alla consultazione delle amministrative in molti comuni del salernitano. Nuovi o riconfermati sindaci ed amministratori locali chiamati a guidare città e piccoli comuni in un momento storicamente delicatissimo. Un momento dove le migliori energie, con idee innovative e lungimiranti, attraverso l’impegno di uomini e donne determinati e seriamente impegnati, dovrebbero provare a trovare soluzioni al desolante declino di una società da tutti definita liquida e senza alcuna consistenza. Piccoli comuni che muoiono ogni giorno; che si spopolano e diventano piccoli “dormitori”. Comunità che nulla hanno da offrire ai giovani che proseguono inesorabilmente a lasciare queste terre dove difficilmente torneranno in futuro. Allora come si combatte tutto questo? Certo non con la concretezza delle idee e la serietà che merita la situazione. Accade dunque di assistere ad operazioni elettorali che a definirle sconcertanti è davvero poco. Un esempio per tutti. Quel che è accaduto al comune di Padula. Un’amministrazione guidata da un sindaco, Paolo Imparato, che nel frattempo è divenuto anche consigliere provinciale. Una compagine male assortita, dove l’appartenenza ideologica e partitica, per quattro anni, nonostante alti e bassi, difficoltà varie e vicende giudiziarie, sembravano essere superate in nome del bene comune. Ma in realtà era solo apparente normalità. Accade che amministratori uscenti, con ruoli di primo piano, assessori, un ex sindaco che non ha mai smesso di ritornare ad esserlo con un altro ex sindaco con il quale si sono consumate battaglie di contrapposizione che a definirle odiose è davvero poco, trovino la sintesi e, “fulminati sulla via di Damasco”, decidano di superare tutto e tutti e candidarsi alla guida dell’importante comune valdianese sotto lo stesso simbolo; nella stessa squadra. Definire sconcertante questa situazione è davvero poco. Accade poi, nello stesso frangente, che consiglieri di opposizione, che per quattro anni hanno battagliato ed avversato l’attuale maggioranza in Consiglio comunale, oggi decidano di ricandidarsi, ma sotto il simbolo di quella stessa maggioranza uscente, insieme a quel sindaco  definito dagli stessi, durante gli ultimi quattro anni, in molteplici occasioni: “inadeguato, incompetente, ecc.”. Insomma chi ci capisce è bravo. Credo siamo dinanzi ad un evento storico per la città di Padula con due probabili chiavi di lettura. La prima: gli attuali amministratori comunali di Padula, maggioranza ed opposizione, sono talmente avanti, talmente lungimiranti e intraprendenti da aver superato tutto d’un fiato il concetto stesso di “politica al servizio del bene comune” in nome di una visione futuribile di quello che sarà la politica con la P maiuscola del prossimo secolo. La seconda ipotesi, io sinceramente propendo per quest’ultima: il momento più basso, strisciante oserei dire, che la politica e la “classe politica” padulese abbia mai raggiunto nella sua storia. Il buon Machiavelli, incapace di comprendere cosa è realmente avvenuto a Padula, sembra stia rigirando le sue ossa in un vorticoso e quanto mai necessario interrogativo: che Imparato, Alliegro, Bove Ferrigno, Fortunato, Cancellaro, Rienzo &c. abbiano dato stesura ad un nuovissimo ed aggiornatissimo “Manuale Cencelli” che supera di botto il machiavellico fare della politica per secoli? Insomma la certificazione definitiva che i concetti di coerenza, serietà, appartenenza, per anni un caposaldo di valori per chi intendeva fare politica e per coloro che nella politica forse hanno creduto, superati ed archiviati da una nuova filosofia politica definibile: spregiudicata e subdola; falsa e senza scrupoli. Che Dio ci aiuti.



Note: di Lorenzo Peluso.

Pubblicato il 09-05-2016, letto 200 volte

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