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Isis, minaccia l'Occidente. Ma noi non cadremo nel tranello.


L'Isis rinnova la dichiarazione di guerra contro tutti i non-musulmani: "sterminate tutti i miscredenti". La stupiditÓ non pu˛ condizionare la nostra civiltÓ.

No, noi non cadiamo nel tranello. Noi, gente civile dell’occidente istruito e colto, non ci faremo tentare da quello spirito di “superiorità” che pure siamo convinti di possedere. Non cederemo alle minacce di chi, per soli scopi propagandistici, minaccia la nostra incolumità. Noi, non temiamo e non ci spaventiamo. Non reagiremo scatenando l’inferno bellico che gli estremisti dell’Isis aspettano. Lo vogliono, lo preparano, lo invocano. Solo così potranno giustificare la loro evidente inferiorità culturale. Non ci spaventa e non ci deve spaventare la loro dichiarazione di guerra contro tutti i non-musulmani. "Sterminate tutti i miscredenti" così il gruppo jihadista Stato Islamico ha incitato tutti i suoi miliziani a uccidere i cittadini dei Paesi che partecipano alla coalizione anti-jihadista. Ma noi non li temiamo. Continueremo ad accogliere sulle nostre coste, nelle nostre città, coloro che scappano dalle barbarie. Continueremo, senza sosta, a dare aiuto e supporto a chi crede che il mondo può essere diverso da quel che hanno conosciuto in Siria, in Iraq, nel Medio Oriente. Continueremo a portare il nostro aiuto li dove c’è bisogno. I nostri volontari, i nostri cooperanti e persino i nostri militari continueranno a fare il loro dovere, senza paura. Per noi non è una questione di religione, di fede. Noi siamo rispettosi del credo altrui. "La cosa migliore che si puo' fare e' cercare di uccidere qualsiasi infedele, francesi, americani o uno dei Paesi alleati", ha esortato Abu Mohammed Al-Adnani, portavoce del gruppo, in un messaggio diffuso in più lingue. "Se si riesce a uccidere un americano o un europeo miscredente, in particolare gli sporchi francesi, o un australiano, o un canadese, e anche tutti i cittadini dei Paesi che si sono schierati nella coalizione contro l'Isis, allora invocate Allah e uccidetelo" ha esortato Abu Mohammed Al-Adnani. L’instabilità della polveriera mediorientale mira a destabilizzare le nostre città. Una strategia ben chiara che intende spostare la scena sullo scacchiere internazionale, allontanando l’attenzione, anche mediatica, su ciò che accade in Iraq dove si sta attuando lo sterminio di un popolo, quello curdo. Non più dunque gli interessi economici al centro dei conflitti, ma la guerra di religione, di cultura. Questo ci vogliono inculcare. Ma noi non possiamo accettare questa sfida, sarebbe una vera sconfitta cadere in questo tranello. Credo, invece, che sia necessario sforzarsi ancor di più per accogliere, comprendere, integrare. E’ questa la forza con cui l’occidente vincerà questa difficile battaglia.


Note: di Lorenzo Peluso.

Pubblicato il 22-09-2014, letto 83 volte

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