Il punto di vista - II Ministro dell’Ambiente Orlando punta sulla biodiversità: il ruolo della Provincia di Salerno.
Le Dichiarazioni programmatiche del ministro dell'Ambiente Andrea Orlando appaiono ferme e determinate e finalmente mettono al centro del dibattito lo straordinario patrimonio naturalistico e di biodiversità della Nazione.
Il Sistema dei parchi e delle aree protette non più come problema ma come risorsa del Paese. In una provincia come quella di Salerno, come buona parte del nostro mezzogiorno, esprime un potenziale straordinario ed unico nelle risorse naturali e paesaggistiche che rappresentano una vera e propria dotazione genetica e patrimoniale dei luoghi, per la sua intrinseca capacità di produrre economia, a partire dai caratteri e dalle singolarità del territorio e dei suoi abitanti, mai abbastanza considerati, nelle politiche per la crescita e lo sviluppo. E’ a partire dalle “persone” dalle loro aspettative autentiche (che spesso restano frustrate e/o inascoltate) che bisogna ricominciare dando nuova CITTADINANZA alla storia e alla cultura dei territori che attraverso l’affermazione della propria identità e l’orgoglio di appartenenza possono ricostruire, DA PROTAGONISTI, il proprio futuro. E il tema della PARTECIPAZIONE ai processi di sviluppo sostenibile è parte integrante della programmazione del Ministro Orlando che afferma “Non basta più la tradizionale concertazione con gli Enti Locali o lo scambio sotterraneo e implicito proposto alle popolazioni locali: più buste paghe in cambio di un peggioramento, spesso definitivo, della qualità ambientale di un territorio. Va rafforzata, sin dalle prime fasi della progettazione di un’opera, l’informazione e la partecipazione dei cittadini”. Ed aggiunge “ non possiamo più percorrere le strade del passato e non abbiamo alternative alla democratizzazione delle scelte e alla partecipazione dei cittadini al processo decisionale, soprattutto in materia ambientale”. La provincia di Salerno con i suoi 492.000 ha., è una delle più grandi province d’Italia. Il 77% della sua superficie è tutelata da leggi nazionali (L. 394/91) e regionali (L.33/93) e dichiarata dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità nella Costiera Amalfitana e nel Parco Nazionale del Cilento che, unico caso al mondo, detiene 4 riconoscimenti dell’UNESCO (World Heritage, Riserva di Biosfera, GeoParco, Dieta Mediterranea). E’ chiara non solo la vocazione di questi territori, ma soprattutto la singolarità delle sue eccellenze dichiarate “Paesaggi culturali” in quanto rappresentano "opere combinate della natura e dell'uomo" , esempi di evoluzione della società umana, sotto l'influenza di vincoli fisici e/o le opportunità presentate dal loro ambiente di vita e di una successione di sociale, economico e culturale delle forze, sia esterne che interne. Come sempre sono le “persone”, la loro storia cultura ed umanità ad essere alla base di questi riconoscimenti, leve, non solo di rinnovata “fiducia” verso il proprio territorio, ma soprattutto di riscatto verso l’innovazione e i cambiamenti, ampiamente verificati nei casi di eccellenza della stessa provincia. Il Ministro nella sua relazione programmatica ha chiaramente inquadrato la distorsione visuale dello sviluppo in questi anni ribadendo “in questo quinquennio, si è definitivamente, e drammaticamente, infranta l’illusione ideologica che una crescita senza regole, un mercato selvaggio o in concorrenza sleale, una competitività irresponsabile, fondata sulla degradazione del lavoro, una produzione fondata sul consumo dissennato delle risorse e del suolo, avrebbero condotto a un benessere diffuso, a una moltiplicazione delle opportunità, a minore disoccupazione e minori disparità” .La risposta è in un nuova visione, prima culturale che economica “ La crisi, in cui ancora sopravviviamo, ha segnato la bancarotta di tutto questo. Ma è ormai chiara a tutti l’esigenza di una nuova visione, il più possibile condivisa. E il cambiamento, la svolta, non può che avvenire su un piano culturale, prima che economico. È ciò che impone l’irruzione sulla scena della grande questione della sostenibilità dello sviluppo. Insieme a quello dei cambiamenti climatici, la continua perdita di biodiversità rappresenta l’emergenza più importante con cui occorre misurarsi con l’obiettivo di invertire le tendenze in atto per salvare così il futuro della nostra civiltà. Per questo lavorerò per costruire una Conferenza Nazionale in tema di biodiversità, un momento importante per fare il punto sul sistema parchi e aree protette, ma soprattutto per capire meglio come le nostre straordinarie ricchezze naturalistiche , quasi ovunque intrecciate con inestimabili valori culturali, possano essere messe al centro di una politica per la crescita e lo sviluppo.” Ottime premesse per uno scenario tutto da costruire.