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Iraq - Prosegue l’avanzata Peschmerga alla conquista dell’ultima roccaforte Daesh


Erbil - Prosegue l’avanzata dei Peschmerga alla conquista dell’ultima roccaforte del Daesh in Iraq. Il confine conquistato, ora protetto dai Peschmerga, è ormai a poco più di 20 chilometri dalla periferia della città. In realtà l’avanzata curda prosegue a rilento.


 Ogni villaggio liberato deve essere ripulito e messo in sicurezza. I miliziani dell'Isis arretrano, scappano via dal fronte di fuoco ed intanto sparano sui civili che cercano la fuga. La città irachena di Falluja, roccaforte dei jihadisti assediata dalle forze governative è stata la più colpita dalla rappresaglia jihadista. Diverse le persone che sono state uccise mentre cercavano di attraversare l'Eufrate. Shakir al-Essawi, capo regionale dell'Nrc, una ong umanitaria norvegese dei rifugiati, ha raccontato che i civili "cercano di attraversare il fiume nascosti in frigoriferi, armadi e botti". Per consentire ai civili di poter trovare via di scampo le operazioni dei Peschmerga dunque rallentano. Ciò che si percepisce sul campo però è che i miliziani Isis, tutti giovanissimi, ragazzini, sono costretti ad arretrare sotto le bombe sganciate dai caccia USA e assediati dal combattimento corpo a corpo dei Peschmerga. E’ rientrato dal fronte da poco Clarsim Aubmaullad. E’ un giovane con il grado di capitano nell’esercito Peshmerga. Ha 27 anni, sposato ma non ha figli. E’ dal 2008 che ha scelto la vita del militare. “I curdi difenderanno sempre la propria gente, in ogni singolo villaggio” afferma Clarsim. Lo incontro sulle montagne nella zona di Zavarani. Mi racconta dei successi dei curdi contro il Daesh, ma dalle sue parole emerge con forza uno spirito nazionalista che fa intravedere nell’immediato futuro uno scenario molto complesso per questo territorio a nord dell’Iraq. “Il nostro sogno è diventare un Paese indipendente. Un Kurdistan libero ed indipendente. Abbiamo versato tanto sangue. Ora che la comunità internazionale ha capito di cosa siamo capaci, allora ci aspettiamo che presto il mondo ci riconosca e la nostra gente si possa ritrovare sotto la bandiera del nostro Stato. Il Kurdistan. I soldati curdi continuano intanto l’addestramento. Fino a qualche mese fa troppe le vittime inconsapevoli degli esplosivi IED, congegni non convenzionali, che venivano sistemati lungo le vie di fuga dai jiadisti e che esplodevano al passaggio dei Peshmerga. Ora che ad addestrarli ci sono gli uomini del 5° Reggimento Genio Guastatori di Macomer, della Sassari, è calato il numero di vittime ma soprattutto è venuta meno quella inevitabile paura che creava anche qualche problema nella gestione delle varie brigate al fronte. Il lavoro dei militari italiani impegnati nell’Operazione "Prima Parthica" è complesso e delicato. E’ questo al momento il nostro contributo alla Coalizione Internazionale a contrasto di Daesh. 400 uomini inviati dal Governo italiano nel rispetto delle Risoluzioni n. 2170 del 15 agosto 2014 e n. 2178 del 27 settembre 2014, sulla base della richiesta di soccorso presentata il 20 settembre 2014 dal rappresentante permanente dell’Iraq presso l’ONU al Presidente del Consiglio di Sicurezza. Una fase che però è preludio ad importanti decisioni da parte del Governo Renzi. Potenziare la Missione e consolidarla o lasciare agli alleati la stabilizzazione dell’Irak una volta sconfitto il Daesh? Una domanda alla quale nelle prossime settimane dovrà rispondere il Parlamento italiano, una volta conclusa l’attività addestrativa dei Peshmerga, se davvero riusciranno a breve nella riconquista di Mosul.





 


Note: di Lorenzo Peluso, inviato in Iraq.

Pubblicato il 26-08-2016, letto 88 volte

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