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Un Paese già fallito, solo che non lo vogliamo ammettere.


Ieri ad Ischia, questa mattina a Santa Marina di Salina, comune delle isole Eolie. Arrestati i primi cittadini. Questa mattina in manette è finito Massimo Lo Schiavo con l’accusa di peculato. Ieri il terremoto politico che ha investito il Pd campano, con l’arresto di Giuseppe Ferrandino per corruzione.

L’ennesima dimostrazione che la corruzione in Italia è il male oscuro che uccide un Paese e la sua democrazia. Le cronache recenti ci raccontano dello scandalo romano, il sistema Buzzi e Carminati, “Mafia capitale”, sulle cooperative sociali; milioni di euro di tangenti. Ci raccontano dello scandalo tangenti e corruzione che ruota intorno agli appalti di Expò a Milano. Ci raccontano dei miliardi di euro rubati nella realizzazione del Mose a Venezia. Ci raccontano delle accuse di peculato per la quale centinaia di consiglieri regionali, da nord a sud del Paese, sono chiamati a risponderne nelle aule di tribunale. Qualche giorno fa nove persone sono state arrestate con l’accusa di corruzione, turbativa d’asta, associazione a delinquere, falso ideologico, frode nelle pubbliche forniture e danneggiamento di sistemi informatici in un nuovo scandalo che travolge la Sanità piemontese. Altre 16 sono indagate. Poco più di un mese fa con l’accusa di associazione a delinquere di tipo mafioso, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, abuso d'ufficio, reati spesso aggravati dal fine mafioso, dieci persone sono finite in carcere, 14 ai domiciliari per uno scandalo nella sanità campana; un’indagine su appalti per tre milioni di euro. Per un bando di gara emesso dall’autorità portuale di Trieste in relazione al collaudo dell’hub portuale-piattaforma logistica fra lo scalo legnami e il punto franco oli minerali, qualche giorno fa in Toscana 4 arresti eccellenti, tra i quali quello di Ercole Incalza. Potremmo continuare così per ore. Questa è l’Italia; questi sono gli italiani. Così penseranno all’estero. No, non è questa l’Italia. Questa è solo la parte peggiore di un Paese fatto di persone ed imprenditori che con i denti provano ad aggrapparsi all’unica ancora di salvezza che gli rimane, la loro dignità e la dedizione per il lavoro, onesto. Questa è l’Italia di una classe politica corrotta perché gli ultimi trent’anni di storia di questo Paese gli ha dato consapevolezza del fatto che qui tutto si può fare, se solo sei più furbo degli altri. Questo è un Paese dove senza passare per le urne, senza che la gente con il proprio voto ti scelga e ti elegga, puoi sedere negli scranni di Montecitorio, solo però se rispondi alle logiche della segreteria di partito. Questo è il Paese dove puoi diventare Primo ministro senza passare per le urne, ti basterà essere segretario di partito, e non per forza. Questo è un Paese dove se sei sindaco di un Comune puoi fingere un sinistro stradale, oppure farti multare dai vigili urbani, e quindi aprire un contenzioso con il tuo stesso Comune, farti dichiarare decaduto e poi candidarti alle prossime elezioni regionali. Poi, magari se ti va male, ti ricandidi alla guida del tuo stesso Comune, ancora una volta. Questo è un Paese dove ti puoi beccare una stupida accusa di abuso in atti di ufficio, solo perché utilizzi un termine inglese, non contemplato nella sistema burocratico, nell’esercizio legittimo della funzione di primo cittadino, e questo ti impedisce di essere eletto in un Consiglio regionale. Questo è un Paese dove il figlio di un ministro trova facilmente lavoro e dove altri 100mila giovani laureati e diplomati ogni anno fanno i bagagli e lasciano il Paese. Questo è un Paese soffocato dalla pigrizia di un popolo che: “tanto, così fan tutti”. Un Paese già fallito, solo che non lo vogliamo ammettere.


Note: di Lorenzo Peluso.

Pubblicato il 31-03-2015, letto 98 volte

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