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La più grande “illusione democratica” del dopoguerra.


Ma chi lo ha eletto questo governo? Chi ha scelto Renzi ed i suoi fedelissimi per guidare questo Paese in perenne agonia? Un fattore che spesso gli italiani dimenticano. Veniamo fuori da un periodo di grande oscurantismo democratico senza nessuna reazione. L’ennesimo governo non eletto, il terzo in sostanza. Si perché vincere le primarie di un Partito, per la guida della segreteria nazionale, non da il diritto a guidare il Paese. La Costituzione recita che è “il popolo sovrano”. Ma il popolo, se non erro, non è solo quello renziano. Detto questo, magari è opportuno ricordare, a noi tutti, che l’Italia è in debito di democrazia.

Ed ora, piuttosto che parlare dei problemi degli italiani, oramai alla canna del gas, ci viene propinato ogni giorno, metodicamente, l’ennesima questione politica che interessa solo ed esclusivamente la casta. Le riforme costituzionali; l’elezione del Presidente della Repubblica. Una discussione tutta interna al Pd, una sorta di grande società per azioni, dove i soliti noti continuano a scontrarsi sulle poltrone in consiglio di amministrazione. Ma il nostro Paese ha davvero bisogno di questo Pd? di questo partito “mai partito”? Una consociazione dove gli affari di bottega vengono certamente prima di ogni altro interesse collettivo. Un partito che nulla di diverso dalle altre consociazioni politiche e partitiche. Malaffare e corruzione ai tempi dei governi Berlusconi; certo. Malaffare anche oggi che Berlusconi è ai servizi sociali. Occorre forse ricordare cosa sta accadendo a Venezia intorno allo scandalo Mose? Trovati con le mani nella marmellata, l’ex sindaco Giorgio Orsoni, chiede di patteggiare. Nel registro degli indagati però anche altri due parlamentari Pd veneziani Michele Mognato e Davide Zoggia. Sotto la lente dei magistrati anche l’ex assessore ai lavori pubblici della giunta Orsoni, nel 2010 segretario veneziano del partito, Alessandro Maggioni. Insomma il Pd veneziano è nella bufera. Il filo conduttore dell’inchiesta giudiziaria parla di finanziamento illecito dei partiti ad opera del Consorzio Venezia Nuova retto allora da Giovanni Mazzaurati. Da Venezia a Roma. L’inchiesta sul “mondo di mezzo” ha scoperchiato il vaso di Pandora. Basti, per la cronaca, le foto del ministro del Lavoro Giuliano Poletti a tavola con gli indagati eccellenti dell'inchiesta "Mafia Capitale". Pd nella bufera dunque, anche nella Capitale. Nonostante tutto questo però gli italiani, in silenzio, subiscono la pressione mediatica delle prossime dimissioni di Napolitano e dunque della necessità di individuare il successore al Colle. Intanto, entro domani, gli italiani sono chiamati a versare al fisco, ben 44 miliardi di euro, tra versamento dell'Iva, le ritenute Irpef dei lavoratori dipendenti, l'ultima rata dell'Imu. Ma probabilmente la circostanza che dovrebbe indignare maggiormente, è certo la spavalderia con la quale Matteo Renzi sfida coloro che provano a portare sul tavolo della discussione i problemi degli italiani. Nell'assemblea nazionale del Pd a Roma a tutte le critiche mosse dalla cosiddetta “minoranza” Renzi risponde: "Pensate che andare al voto sia l'obiettivo di una forza politica che ha detto in tutte le lingue che vuole cambiare il Paese senza cambiare i parlamentari?”. Come, cambiare il Paese senza cambiare i parlamentari ?? Ma se la storia recente ci dimostra che lo sfascio di questo sistema è solo ed esclusivamente addebitabile a questa schiera di nominati, non eletti, che nulla hanno a che vedere con il Paese reale. Un Pd alla resa dei conti; un partito impelagato in un campo di battaglia che onestamente poco interessa agli italiani. Eppure nessuno ha il coraggio di cambiare registro, neppure coloro, come Civati che minacciano soltanto la scissione, ma poi, a ben vedere, rimangono ben saldi in questo Partito che è la più grande “illusione democratica” del dopoguerra.


Note: di Lorenzo Peluso.

Pubblicato il 15-12-2014, letto 119 volte

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