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Buongiorno mondo. Ultime ore qui in Iraq.


Il sole è già alto. Da ore. Eppure sono solo le sette del mattino. Gli elicotteri continuano ad atterrare e a levarsi in volo. Il suono costante dei rotori che preannunciano ancora uomini fuori dalla base.


Il comandante mi sta aspettando. Mi vuole salutare. La tenda è posta al centro del campo base. Con un sorriso sulle labbra mi stende la mano. “Allora ci lascia; ritorna in Patria. Mi ha fatto davvero piacere conoscerla. Spero ci verrà a trovare ancora”. Così dicendo mi da una pacca sulla spalla, mostrandomi un’amicizia sincera. Poche parole ancora; poi apre una scatolina, prende tra le mani il Crest della missione Prima Partica, mi stringe la destra e lascia quel prezioso ricordo tra le mie mani. Ci salutiamo ancora con lo sguardo mentre il capitano che mi ha fatto da “angelo custode” durante questi giorni di missione in Iraq, mi accompagna alla Toyota bianca che mi porterà all’aeroporto. E’ l’ora dei bilanci. E’ l’ora della riflessione su cosa è stato questo viaggio, importante, nel luogo dove uomini combattono altri uomini per un ideale di libertà. Soldati in guerra per sconfiggere il terrore dei jihadisti. In questo angolo del mondo ho incontrato uomini orgogliosi, combattenti Peschmerga che forse già ora, in questo istante in cui provo a raccontarvi l’Iraq, magari non ci sono più. Hanno già perso la vita. Ho incontrato militari italiani di cui non si possono fornire ne nomi ne mostrare i volti. Uomini di cui essere orgogliosi. Ho incontrato bambini che sperano. Donne che si ritraggono alla vista della mia Nikon. Anziani che ti offrono un the e giovani che sognano l’America. Ho conosciuto un Paese ed un popolo. Una cultura. Ho ritrovato ancora una volta me stesso tra sabbia, polvere e vento. Scorpioni e vipere del deserto. Ho ritrovato ancora una volta me stesso sulla branda rigida di una tenda arsa dal sole. Il mio volto stanco, tirato. Ma soddisfatto. Curioso di sapere se sono riuscito a raccontarvi un pezzo di mondo così come lo hanno visto i miei occhi. Se sono riuscito a raccontarvi storie di uomini e volti incontrati. Sorrisi e sguardi. Colori e suoni. Lascio la mia tenda e la mia branda che mi hanno accudito in questi giorni qui in Iraq. Gli abbracci di questi nuovi amici; i sorrisi e la commozione negli abbracci di uomini che hanno segnato ancora una volta la mia vita. Lascio ora l’Iraq con la consapevolezza di essere più ricco. Più maturo. Lascio questo Paese con la speranza di ritornare; di ritrovare uomini e donne che ho conosciuto. Lascio l’Iraq per ritornare dai miei affetti ed i miei cari. I miei amici. Buona vita a tutti.



Note: di Lorenzo Peluso, inviato in Iraq.

Pubblicato il 27-08-2016, letto 103 volte

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