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Cinque donne capolista per il Pd alle europee.Pina Picierno, capolista per il Sud. A questo punto #renzistaisereno


Nulla da obiettare sul fatto che siano cinque donne a capolista alle europee per il Partito democratico. Non è certo una questione di genere quella che desta in me seri dubbi sull’opportunità di votare questo Pd.

Ma mi sia consentita un’osservazione. Intanto, per come la vedo io, queste sono davvero candidature di facciata. In sostanza una strategia di marketing che va a consolidare il tema della parità di genere di cui tanto si è discusso nelle ultime settimane, senza però qualificare la rappresentanza nel Parlamento europeo di personaggi autorevoli che possano davvero far cambiare passo. Grande rispetto per le donne, ci mancherebbe. Ma credo che Chiara Chinnici, Alessandra Moretti, Alessia Mosca, Simona Bonafè e Pina Picierno, non siano il massimo di ciò che il nostro Paese può esprimere in termini politici. Non mi va di analizzare le vicende politiche di tutte e cinque le candidate. Mi corre la necessitò però, di soffermarmi sulla candidatura di Pina Picierno, capolista per il Sud. 32 anni, nominata ed eletta alla camera la prima volta nel 2008, rinominata e ricandidata, quindi rieletta nel 2013. Voglio ricordare che aveva 26 anni, quando fu nominata capolista del Partito Democratico in Campania, al posto di De Mita, allora ingombrante per un Pd che parlava di rinnovamento, ma scelta ed imposta dallo stesso De Mita all’allora segretario del Pd Walter Veltroni che accetto temendo di perdere il necessario apporto di voti del Principe di Nusco. Ma non solo De Mita, infatti la Picierno, originaria di Teano, è la nipote di uno storico sindaco di quella città del Casertano, Raffaele Picierno rinviato a giudizio insieme alla moglie ed al figlio per irregolarità su licenze di attività produttive. Democristiano naturalmente. Senza dimenticare la sua opera omnia, ossia una tesi di laurea sul linguaggio di Ciriaco De Mita, con la quale si è laureata in Scienze della Comunicazione. Oltre a questo, sinceramente, altre grandi doti da statista, la Picierno ancora non ne ha dimostrate. Mi si dirà che è ancora giovane. Certo. Nel frattempo però, mi sorgono seri dubbi sull’opportunità di votare questo Pd che a parole, premia il merito, l’abnegazione, la competenza, l’esperienza. Nei fatti, continua a perseverare con l’esercito di nominati che volta per volta, a prescindere dal tipo di consultazione elettorale, vengono propinati ad un elettorato muto e cieco che senza alcun battito di ciglia, si reca nelle urne a votare. Forse è ora di cambiare, per davvero. Ma tu intanto, caro Matteo, #stairesereno.


Note: di Lorenzo Peluso.

Pubblicato il 10-04-2014, letto 186 volte

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