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A Salerno, la saga dei De Luca, “après nous, le déluge”.


Confesso, mi vien da ridere. Contemporaneamente provo anche un senso di sconforto. No, la politica non cambia. Non cambiano i salernitani. Iniziata la corsa per palazzo di città, a Salerno, ora il centrosinistra si incarta sulla necessità di poter rendere presentabili, ed accettabili dall’elettorato, uno dei due figli del fu sindaco Vincenzo De Luca.

Insomma, come dire, che se per un quarantennio “Vicienz” ha governato, deciso, stravolto, immaginato, le sorti della città, oggi che questo ruolo non può essere più alla sua mercé, tanto vale lasciarlo in famiglia, almeno, forse, la sera quando si ritroveranno a cena, potranno comunque discutere delle opere faraoniche che tra un centinaio di anni, costringeranno i salernitani a cambiare il nome del Corso, da Vittorio Emanuele, a Vincenzo De Luca. Bando all’ironia, quel che preoccupa è che a Salerno, dunque, non esiste una classe dirigente capace di poter solo immaginare, in un sussulto d’orgoglio, di poter guardare oltre De Luca. Roberto e Piero, dunque. Chi sono costoro? cosa hanno fatto per Salerno fino ad oggi? Quali le grandi iniziative che ne hanno esaltato le doti, umane e politiche, da poter convincere i salernitani ad affidargli la guida di palazzo di Città? Insomma, quale importante incarico politico o sociale hanno portato a termine con successo? Ecco dunque il rischio che si corre quando in un sistema politico, piuttosto che la democrazia, si istaura, in modo sibillino, l’autoritarismo del sommo Imperatore. “Après nous, le déluge”, o se preferite, “dopo di noi il diluvio”. Una celebre frase di Madame de Pompadour convinta che dopo la propria morte le cose non sarebbero potute che finire male. Un pensiero che esalta l’io e che mostra, con chiarezza lo scarso interesse per il destino altrui. Dunque il destino di Salerno e dei salernitani è segnato senza De Luca? Certo, se si leggono le dichiarazioni dei leader si socialisti e persino dell’Udc salernitano. Scontato il servilismo del Pd. meraviglia però che non vi sia una netta presa di distanza da parte di uomini del calibro di Andria e Innuzzi. Non la si attende certo da fantomatici deputati dell’ultima ora, miracolati, che siedono negli scranni di Montecitorio, con la consapevolezza che pure per andare in bagno, così come si faceva alle elementari, dovranno chiedere il permesso.


Note: di Lorenzo Peluso.

Pubblicato il 25-08-2015, letto 138 volte

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