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Le chiacchiere al vento dei politici politicanti ed il tribunale che rimane a Lagonegro.


Sala Consilina (SA) – Siamo alla prima settimana di ottobre. E’ dunque l’ora di fare il punto della situazione sulla riforma della geografia giudiziaria. Quanti proclami abbiamo ascoltato nelle settimane e nei mesi che hanno preceduto il termine fatidico del 13 settembre del 2014. Un anno esatto dall’entrata in vigore della geografia giudiziaria.


Un anno di attese, di annunci, di incontri e conferenze stampa. Di dichiarazioni. Un anno trascorso senza che nulla sia davvero successo in merito al ripristino del tribunale soppresso ed accorpato al foro lucano di Lagonegro in Basilicata. Scaduto il termine per eventuali correzioni da parte del governo. Scaduto il termine anche per i proclami dei tanti politicanti che pure avevano annunciato “l’impegno del Ministro Orlando” a tal riguardo. Annunci, articoli di giornale, interviste. “Ho ricevuto rassicurazioni dal Ministro”; “della questione è stata investita la direzione nazionale del Partito”; “ho incontrato il capogabinetto del ministero che si è detto convinto dell’errore commesso sul tribunale di Sala Consilina”. Questa la sintesi di dichiarazioni rilasciate da fantomatici “salvatori della Patria” e potrei continuare. In realtà, Orlando, in silenzio, ha atteso la scadenza del 13 settembre. Ed ora è evidente che aveva già rinunciato a qualunque intervento, anche di proroga. Una decisione tutta politica, quella di non intervenire. Una decisione che non fa altro che dare attuazione a quello che era il vero scopo iniziale della contestata riforma Severino: il risparmio di 60-80 milioni di euro circa, attraverso il taglio dei cosiddetti trenta Tribunalini e relative Procure; delle sezioni distaccate; di 667 uffici del giudice di pace. In questo caso va precisato che rispetto alle intenzioni iniziali 297 saranno mantenuti a spese degli enti locali. Ecco i numeri ed ecco la conclusione, amara, della revisione della geografia giudiziaria. Ovviamente la fase di assestamento non si è ancora conclusa del tutto. Vi sono da risolvere alcune criticità, molte delle quali preesistenti alla riforma, ma questo non farà fare nessun passo indietro rispetto alle decisioni epocali già assunte. Per dovere di cronaca va ricordato che il ministro di Giustizia Andrea Orlando, lo scorso agosto, aveva annunciato un disegno di legge delega da presentare con il pacchetto di riforme sulla giustizia, sia per la revisione delle Corti d'appello che per la modifica della delega sui Tribunalini con la possibilità di riesumare qualche tribunale soppresso. Ma la politica ha altri interessi. Infatti il ddl non è stato mai portato in Consiglio dei ministri e, a leggere le dichiarazioni di Matteo Renzi, sembra che sia stato proprio il Premier a stopparlo. La preoccupazione del “chiacchierone” Premier è che aprendo una breccia anche limitata a un solo ufficio, si potesse scatenare una miriade di pressioni localistiche e politiche in favore di altri uffici. Dunque, meglio soprassedere. Ora mi chiedo e vi chiedo: che fine hanno fatto quei deputati, senatori, politicanti di turno ed “approfittatori del momento” che per mesi hanno calcato la scena con fantomatici impegni e rassicuranti certezze? ma soprattutto mi chiedo e vi chiedo: tutto ciò lo ricorderanno i cittadini, elettori, del Vallo di Diano e Golfo di Policastro, quando andranno alle urne, prima o poi?


Note: di Lorenzo Peluso.

Pubblicato il 04-10-2014, letto 196 volte

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