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La verità nel cuore. La bella lezione di Maria Grazia.


Mi ha commosso ed appassionato, un post che ho letto, quasi per caso, sul noto social network. Un post scritto da una 15enne, che io ben conosco. Una ragazzina a modo, di buona famiglia. Una breve riflessione rivolta ai suoi coetanei che ha attirato la mia attenzione.

Il punto di partenza è sempre: cosa siamo oggi in questa strana e vuota società. Un contesto culturale preoccupante che evidenzia, giorno dopo giorno, fenomeni di allarme sociale che dovrebbero rappresentare un segnale inequivocabile sulla necessitò di un’immediata azione di contrasto che provi almeno ad arginare questa lenta ed inesorabile deriva sociale. Ecco dunque perché credo che lo sfogo di Maria Grazia, rappresenti un segnale forte di controtendenza che segna un filo rosso di speranza per una generazione “stupida” ed assuefatta a modelli comportamentali che indirizzano all’autodistruzione. Leggo il post della giovanissima Maria Grazia, a poche ore da un episodio verificatosi in un Istituto scolastico del comprensorio. Giovani, coetanei della mia musa ispiratrice, proprio per appagare quel senso di inutilità che li pervade e li fustiga nell’animo immaturo ed incosciente, hanno pensato bene di “appendere” un altro loro coetaneo, a testa in giù, dalla tromba delle scale, al quarto piano dell’edificio scolastico. Un fatto di una gravità inaudita. Un fatto che, a prescindere dalle inevitabili ripercussioni che avrà sul povero malcapitato, lascia sgomenti perché commesso non per “cattiveria” ma per semplice, stupida ed inutile “leggerezza”. Una irresponsabilità che contraddistingue una generazione, o per meglio dire buona parte di quest’ultima. Allora le parole scritte da Maria Grazia, a questo punto, assumono un significato penetrante dell’animo. La giovane adolescente parla di malignità, di falsità, di menzogne che troppo spesso, ingannando il distratto mondo che ci circonda, alla fine fanno pagare un prezzo alto alle persone vere, a quelle oneste, ingenue, deboli. Un prezzo che equivale all’isolamento dal “branco”. Un isolamento che spaventa la maggior parte degli adolescenti che nella loro ingenua semplicità preferiscono omologarsi senza nessun sussulto di sano ed individuale orgoglio. Un vero e proprio dramma culturale e sociale che spegne giorno dopo giorno quella fiammella ardente che è dentro ognuno di noi e che, proprio nell’età adolescenziale, dovrebbe alimentare la curiosità, la scoperta, l’intelletto, la fantasia. Un vero e proprio “Vaso di Pandora” capace di lì’ a qualche anno di trasformare tutto in estro, intuito, esperienza, intelligenza; insomma in maturità. Maria Grazia scrive: “le preferite sono sempre le persone false, maligne, menzognere, mentre le persone vere, oneste, giuste, ingenue, deboli, vengo sempre messe da parte, sfruttate nei momenti di bisogno, prese in giro, sparlate alle spalle e trattate male..” Una amara costatazione di ciò che rappresenta la vera essenza di uno status quo che noi tutti, ogni giorno, anche inconsapevolmente, alimentiamo. Ed ecco dunque che allo sfogo di Maria Grazia segue anche la lezione di vita: “riuscirò con tutte le mie forze ad oppormi e far conoscere alle persone, la vera forza che giace in me, posso sembrare debole, ingenua, ma come dice il detto: l'apparenza inganna". Una presa di coscienza importante che eleva l’adolescente, da una condizione di mediocre sopportazione, ad uno stadio di reazione intelligente. Una reazione che mostra il carattere forte e determinato che prelude ad una maturità intellettuale precoce, caratteristica ineludibile delle persone sensibili. Ma Maria Grazia si spinge oltre e chiude il suo scritto con un invito che diviene addirittura una lezione di comportamento, anche e soprattutto per molti adulti che viceversa ignorano la forza e la potenza del “dialogo”. Maria Grazia cita l’idilliaco dialogo tra Socrate e Platone e quindi invita i suoi coetanei a reagire compiendo uno sforzo per comprendere la forza dei diversi.”Non allontanatevi (…) piuttosto dialogateci e seguiteli, vi possono regalare molto di più di quello che credete” conclude Maria Grazia. Una bella ed intelligente lezione di vita; brava Maria Grazia.


Note: di Lorenzo Peluso.

Pubblicato il 24-05-2013, letto 147 volte

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