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La morte di Giovanni. Ora la verità.


Chi sceglie di andare, di vivere, di dedicarsi a chi ha bisogno, tra Pakistan ed Afghanistan, mette in conto che li potrà lasciare la propria vita. La stessa vita assume sfumature diverse quando la si vive per dare agli altri un’occasione di vita migliore. Lo sapeva bene il cooperante italiano Giovanni Lo Porto. Giovanni e' stato ucciso per un "tragico errore", così lo hanno definito le forze americane che in un raid con un drone della Cia, al confine tra Afghanistan e Pakistan, hanno colpito alcune strutture dove si trovavano il cooperante italiano ed un cittadino americano. Un tragico errore, commesso però a gennaio e rivelato solo ieri.

Un fulmine a ciel sereno che ha squarciato l’attesa di un ritorno in patri di Giovanni. Lo speravano i suoi famigliari ed amici. Lo sperava chi conosce la dedizione ed il lavoro della cooperazione internazionale. Le parole di Barack Obama però hanno ucciso definitivamente la speranza, aprendo però alcuni interrogativi ai quali il governo italiano, oltre che gli americani, dovranno dare risposte. perché solo ieri ? Perché la morte del volontario siciliano non è stata comunicata a gennaio. Perché il premier Renzi che nei giorni scorsi è stato negli USA ed ha incontrato Obama non ha riferito della morte di Giovanni ? Forse non si è parlato di questo. Dunque, circostanza ancor più grave, perché riferire di questa assurda morte a poche ore dall’incontro tra i due leader di paesi amici? Non ne era a conoscenza neppure Obama? Il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, aveva personalmente informato ieri il presidente del Consiglio. Dunque Renzi avrà chiesto spiegazioni in merito? se è così perché non lo dice agli italiani? Le parole di Obama non possono convincere. Se così fosse allora il Presidente degli Stati Uniti ieri ha mentito, sapendo di mentire. E’ lui infatti che ha autorizzato il raid, se ne è assunto la responsabilità. Ed ancora: il ministro degli esteri, Paolo Gentiloni, perché non ha seguito la vicenda Lo Porto con lo stesso impegno e determinazione delle due cooperanti rapite in Siria e poi liberate, certamente dietro pagamento di un riscatto, anche se viene negato. Giovanni era stato rapito nel 2012, tre anni fa. Troppe cose non sono chiare. A partire dalle affermazioni di Obama. "L'operazione e' stata coerente con le linee guida anti-terrorismo. Non appena si saranno capite le cause della morte e si avranno maggiori informazioni, avremo un'idea piu' chiara" ha assicurato Obama. Ma come, da gennaio, sono trascorsi oltre tre mesi e le circostanze ancora non sono chiare? Un ulteriore elemento, dalle parole di Obama, evidenzia come si stia mentendo. La decisione di desecretare le informazioni sull'operazione anti-terrorismo, eseguita nel gennaio scorso, per colpire un complesso di edifici occupati da al Qaeda, in cui si nascondevano i vertici dell'organizzazione terroristica. Dunque l’operazione ed i suoi risultati era chiara ed a conoscenza dei vertici militari e politici ed i suoi esiti sono stati secretati. Quindi c’è chi sapeva a gennaio. Perché solo ora? Giovanni Lo Porto era stato rapito il 19 gennaio 2012, mentre rientrava a Multan, nel Punjab pakistano, insieme a un collega della Ong tedesca, Welt Hunger Hilfe. Nell'ottobre del 2014, Muehlenbeck era stato liberato in una moschea alla periferia di Kabul. Il cooperante tedesco era stato liberato grazie all’azione dell’intelligence tedesca. Cosa dunque non è stato fatto dal nostro governo per salvare Giovanni visto che lo stesso cooperante tedesco aveva riferito, al rientro in Germania, che gia' da un anno i sequestratori avevano spostato Lo Porto. la famiglia e gli amici di Giovanni aspettano di conoscere la verità. Gli italiani devono conoscere la verità. Mentire, per un capo di governo è tradimento. Addio Giovanni, che la terra che tanto amavi, quella terra fatta di polvere sottile, ti sia lieve.


Note: di Lorenzo Peluso.

Pubblicato il 24-04-2015, letto 283 volte

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