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Il 40% dei bambini italiani è allergico. E un adolescente su cinque soffre di gravi forme di riniti.


Centinaia di migliaia di giovanissimi, che contribuiscono al numero totale di cittadini con allergie: 10 milioni di persone. E' quanto emerso da studi presentati al Convegno "Prevenzione delle malattie allergiche: un obiettivo ora raggiungibile?", che si e' svolto a Roma in cui si parla delle potenzialità dell'immunoterapia, delle innovazioni dei preparati, della diffusione corretta ed equilibrata delle informazioni scientifiche tramite i mass media e dell'impatto sulla spesa sanitaria delle patologie allergiche nel bambino, ma anche nell'adulto.

"Questi disturbi sono la terza causa di malattia cronica, dopo osteoporosi e ipertensione. Inoltre, i problemi respiratori rappresentano un grande fattore di rischio per l'asma, patologia che colpisce 3,7 milioni di italiani", commenta la prof.ssa Marzia Duse, ordinario di Pediatria all'Università "La Sapienza" di Roma. Paradossalmente oggi l'unico trattamento preventivo efficace, la terapia desensibilizzante specifica, e' quasi sconosciuta e utilizzata solo nel 20% dei casi."Un fenomeno molto particolare - aggiunge la prof.ssa Luciana Indinnimeo, del Servizio Speciale di Allergologia e Immunologia Pediatrica presso "La Sapienza" -. Finchè questo approccio e' stato empirico, supportato da tenui riscontri scientifici e con prodotti eterogenei, ha avuto un considerevole campo di applicazione. Da quando e' validato in termini di purificazione e potenza dei preparati, in seguito anche a una migliore selezione dei pazienti, ha subito un immotivato declino delle prescrizioni. Malgrado esistano formulazioni pratiche, sublinguali e sottocutanee. Il motivo non può che essere "culturale": l'immunoterapia specifica (ITS) paga il prezzo di una poco oculata prescrizione del passato. Insieme ai dati attuali, che evidenziano una riduzione dell'incidenza di asma di ben quattro volte, disponiamo finalmente di mezzi e marker più attendibili". Una recente indagine condotta su pazienti svedesi con rinite ha stimato la perdita media di produttività in 5,1 giorni l'anno per lavoratore, per un totale di 2,7 miliardi di euro. L'assenteismo (44%) rappresentava il fattore principale dei costi totali. Secondo lo studio, ridurre i permessi per malattia di un giorno a persona determinerebbe un risparmio annuale di 528 milioni di euro. "I pediatri sono le figure professionali più sensibili all'argomento del nostro meeting - continua la prof.ssa Duse -. Devono conoscere e condividere le potenzialità dell'intervento desensibilizzante, perchè è in grado di deviare il corso naturale della malattia e porta al ripristino della normale risposta immunologica. La buona prevenzione e' alla base della salute delle generazioni future". "Questa e' la principale mission della Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica (SIAIP)", ha ribadito il suo Presidente, Roberto Bernardini.


 


Note: com. - redazione.

Pubblicato il 21-10-2014, letto 53 volte

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